trans
viaggio verso la femminilizzazione
27.07.2025 |
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"Ero completamente cambiato, non più Alfred ma una dolce signorina si rifletteva dallo specchio con mio grande stupore..."
Questa storia ha inizio circa 10 anni fa, in un locale notturno da me frequentato saltuariamente insieme ad altri amici.Le mie storie amorose con donne erano risultate tutte fallimentari per vari motivi, uno di questi era quella di avere un'indole femminile nei miei gesti e comportamenti.
Venivo scambiato per uno smidollato senza polso e non essere in grado di soddisfare ciò che una donna desidera dal suo uomo.
Gli amici cercavano di incoraggiarmi anche se tra di loro sentivo battutine allusive riguardo la mia virilità.
Quella sera, seduto in un tavolo di fronte al nostro, solitario e tenebroso, sedeva un bel ragazzo molto curato, elegante nel portamento e nell'abbigliamento.
Notavo che sbirciava in direzione del nostro tavolo senza farsi notare dal resto del gruppo con il quale mi intrattenevo.
Alla terza birra sentii l'esigenza di andare in bagno mentre gli amici ridevano sguaiatamente facendomi notare di non sbagliare la toilette..
Mi misi a ridere trattenendo a stento l'imbarazzo per quelle risate e guardandomi intorno notando di essere osservato.
Rimasi sorpreso quando notai che anche il ragazzo si trovava in fila ad aspettare che si liberasse la toilette e che mi fissava con un'aria sorniona.
Lui accennò un sorriso che ricambiai con grande imbarazzo.
Si avvicinò presentandosi cordialmente e facendomi notare che la compagnia che frequentavo non si addiceva alla mia persona invitandomi a prendere un drink in un altro locale.
Arrossii ingenuamente sentendomi intimorito da quello sguardo e gentilmente declinai l'invito nonostante le sue parole fossero terribilmente sincere e attinenti.
Usciti dalla toilette, continuai a seguire con lo sguardo l'uomo dimenticando per un attimo i modi poco urbani con i quali i miei amici mi accolsero al tavolo.
Rimasi ancora pochi minuti con loro poi mi congedai scusandomi e facendo rientro a casa.
Nel piazzale antistante il locale incrociai nuovamente Pierre, così si chiamava l'uomo prima descritto, il quale mi invitò in un altro locale assicurandomi che l'utenza sarebbe stata di tutt'altro genere.
Lo guardai per qualche secondo, il suo aspetto, il portamento e le sue parole gentili sbloccarono in me un sentimento che in quel momento non riconoscevo ma che apprezzavo e ritenevo fosse ideale per la mia persona.
Salii sulla sua Mercedes inebriandomi del suo profumo.
Mi sentivo bene con lui e tra una battuta e l'altra riuscii a sorridere per poi ridere di cuore trascinato da quell'atmosfera ovattata che si era creata tra noi e dall'alcool che iniziava a fare effetto.
Notammo una coppia seduta nel locale, lui un bell'uomo muscoloso e Lei una trav molto fine ed elegante.
Probabilmente troppo appariscente nell'abbigliamento secondo Pierre.
-Avresti indossato quel genere di collant al suo posto ? -
mi disse, lasciandomi alquanto interdetto.
-Forse avrei usato una calza più neutra, ed un vestito più lungo oppure un collant...-
L'argomento intrigava entrambi e la disquisizione sull'abbigliamento della ragazza si faceva sempre più piccante fino a quando lui...
-saresti una donna bellissima se indossassi qualche abito che ho nel mio armadio-.
Rimasi di sasso! non sapevo cosa dire ma non ero insensibile a quelle parole.
Non risposi ma lasciai intendere che l'argomento era intrigante anche se in vita mia non avevo mai indossato niente di femminile.
-Sei sicuro ? non ho sembianze da donzella, guarda il mio viso, è tutt'altro che femminile-
-A questo si può porre rimedio, ci sono tanti trucchi che possono modificare un viso ed il tuo sarebbe molto dolce e sensuale. Che ne dici se proviamo ?-
Entrambi ridemmo, i suoi occhi non si staccavano dai miei e quello sguardo mi metteva in soggezione. Quell'uomo possedeva un carisma naturale tale da convincere un uomo a diventare donna!
-Va bene, proviamo- risposi per scherzo ma senza esitazione lui chiese il conto e mi accompagnò alla macchina.
Il cuore batteva all'impazzata, non sapevo in che casino mi stavo cacciando ma non riuscivo a dirgli di no, ero soggiogato da quello sguardo e il profumo del suo corpo inebriava le mie narici.
Non capivo perchè seguissi quell'uomo, non conoscendolo mi stavo fidando di uno sconosciuto ma dentro di me sentivo che dovevo andare avanti e che quella serata avrebbe dato una sferzata alla mia vita monotona.
Entrati in casa notai il lusso e buon gusto dell'arredamento e, nonostante fossimo entrambi un pò brilli, mi fu offerto un altro cocktail che non rifiutai.
Ci dirigemmo verso una camera e Pierre iniziò a togliere dall'armadio una serie di abiti femminili, lingerie compresa.
-Credevo stessi scherzando- gli dissi e iniziai a ridere nervosamente mentre il suo sguardo si faceva serio.
-Son sicuro che muori dalla voglia di provarli e dare un senso alla tua routine fatta di lavoro e amicizie scadenti. Ti stò dando la possibilità di metterti alla prova, verificare se veramente è questo quello che cerchi, una scarica di adrenalina nella tua vita, o continuare ad inseguire sogni invano-
Rimasi in silenzio, sorpreso da quelle parole ma tentato dall'indossare quegli indumenti.
Forse non aveva tutti i torti, si vive una volta sola e provare non sarebbe stato di certo un peccato mortale.
Lui uscì dalla camera lasciandomi solo nei miei pensieri continuavo a riflettere ma avevo già preso una decisione: volevo provare e Pierre mi stava dando l'opportunità unica nella mia vita di farlo.
Lui rientrò nella camera fissandomi negli occhi.
-Se non te la senti lascia perdere, credevo fosse intrigante per te provare questa emozione, ma se non sei convinto va bene così, ti riaccompagno alla tua macchina-
-Esci, non voglio che mi veda mentre mi vesto- e mentre pronunciavo quelle parole l'uomo uscì dalla camera lasciandomi solo con me stesso e quegli indumenti da indossare.
Intimo, abito e maglioncino sembravano fatti su misura per me, indossai tutto, compresa una parrucca a caschetto.
Non avevo il coraggio di guardarmi allo specchio. Mi sentivo in imbarazzo anche se continuavo ad accarezzare le gambe velate.
Gli dissi di entrare ed un sorriso compiaciuto si stampò sul suo viso.
-Avevo ragione, sei bellissima. Siediti sul letto, ora tocca a me truccarti il viso-
Il suo tono perentorio mi guidò in quel frangente fino a quando ci avvicinammo allo specchio e mi osservai.
Ero completamente cambiato, non più Alfred ma una dolce signorina si rifletteva dallo specchio con mio grande stupore.
Rimasi qualche secondo ad ammirarmi mentre Pierre mi osservava soddisfatto di aver avuto ragione.
Ridemmo entrambi.
Osservavo i suoi occhi i quali scrutavano ogni angolo del mio corpo, dai capelli alle scarpe.
-Sei perfetta, questo è il corpo che ho visto in te questa sera nel locale, una donna da far girare la testa a tutti gli uomini astanti-
Mi schernivo ma ero felice. Mi sentivo bene e le sue parole aumentavano la mia consapevolezza che Pierre aveva ragione: ero piacente e lui mi faceva sentire desiderata.
Si avvicinò a me e mi baciò. Mi strinse i fianchi ma rimasi impassibile.
Non credevo si arrivasse a quel punto, doveva essere solo un momento di trasgressione ma ora si stava tramutando in altro.
Sentendo la mia freddezza si allontanò e osservandomi negli occhi vide la mia perplessità e da galantuomo lasciò che prendessi una decisione.
-Esco dalla stanza, se vuoi indossa nuovamente gli abiti maschili ma ci tengo a dirti che sei una donna meravigliosa e che non ho mai provato emozioni così forti come questa sera insieme a te-
Rimasi solo con i miei pensieri, mi sentivo una donna in quel momento ma la ragione ripudiava tutto questo. Volevo spogliarmi ma al tocco delle gambe, sentendo il contatto con il nylon delle calze, mi accorsi che il mio corpo aveva acquisito una consapevolezza diversa e che quell'esperienza appena iniziata poteva avere un futuro.
Lo chiamai, lo guardai negli occhi e questa volta fui io a baciarlo.
Le lingue si intrecciavano, le sue mani mi stringevano ed il suo corpo aderiva al mio.
L'emozione del momento mi travolse prendendo in mano il suo pisello e portandomelo alla bocca.
Leccai e succhiai come se quel gesto lo avessi ripetuto migliaia di volte, un pompino di pura passione e voluttà.
Sentivo la cappella pulsare in bocca e l'asta turgida sul palmo della mano già pronta per il momento successivo.
Rimasi con indosso parrucca, reggicalze e autoreggenti, mi sentivo una puttanella vogliosa, una sensazione di piacere mai provata in vita mia.
Stavo dando piacere e ne ricevevo a mia volta, il sapore del suo pisello inebriava i miei sensi, il suo corpo atletico attraeva la mia voglia di farmi possedere da lui.
Mi staccò dal pisello e delicatamente mi fece mettere a pecorina.
Tremavo.
Ero vergine ed il dolore mi spaventava.
Pierre capì il mio stato d'animo e per farmi rilassare iniziò a leccare l'ano.
Morivo dentro me, tremavo non più per la paura ma per l'eccitazione che provavo.
Senza neanche accorgermene la cappella era già dentro.
Il fuoco divampò in me.
Lui si fermò.
-Lo voglio dentro, voglio essere tua- gli dissi e da quel momento ogni attimo trascorso con lui quella sera fu magia.
Scopammo tutta la sera, mi concedetti a tutte le sue richieste e ne fui entusiasta.
Senza accorgermene eiaculai mentre lui continuava senza sosta a scoparmi.
Mi venne in bocca ed il suo seme salato inondò il viso.
Rimasi la notte da lui ignorando cosa sarebbe successo il giorno successivo.......
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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